Fotografare la Vernaccia non è facile

Fotografare la Vernaccia non è facile, ma questa etichetta ritengo che lo faccia perfettamente. Fatta eccezione per sette/otto note cantine, che spiccano sempre per qualità e costanza, le versioni Classiche passano da interpretazioni troppo pop a espressioni estremamente concettuali che strizzano l’occhio al “famolo strano”. Altrettanto difficile è fare l’identikit delle versioni Riserva, spesso spinte nelle concentrazioni e affinamenti, quindi lontane dall’identità pura del vitigno. Che fare allora? Spesso ho soddisfazione dalle Selezioni, versioni nelle quali ritrovo equilibrio. Penso non sia un caso, da un lato la Vernaccia di San Gimignano è un vitigno capace di esprimere ottime strutture e lunghi affinamenti, dall’altro con prolungate permanenze in legno capita che se ne perda l’essenza. La virtù, come spesso succede, sta nel mezzo. Le selezioni per me sono il giusto compromesso tra le opzioni: mercato o estro del produttore? La Vernaccia Casanuova di Fontaleoni si riconferma sempre. Ogni volta che la bevo trovo tutta la silhouette della Vernaccia ma senza forzature. Ritrovo espresse le potenzialità del vitigno ma senza esasperazioni. Anche nel tempo il vino resta, evolve, cresce e matura. Se, viceversa, lo si beve giovane si riconosce bene l’anima della Vernaccia. Bravi ragazzi, mi fate sempre divertire.




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Parlare Con Chi Fa Il Vino Mi Piace | Andrea Zarattini Wineview