• Andrea Zarattini

Vini e Vitigni che non mi convincono

A seguito di un post fatto qualche tempo fa, il mio amico e socio Stefano Pancera mi lanciò una provocazione: parlare di quello che non mi convince, che non mi piace e con cui non ho mai fatto amicizia.

Di solito parlo di quello che mi incontra; perché sprecare tempo per parlare di quello che non appassiona? E’ ovvio che io assaggi più vini di quelli di cui parli e tralasci volutamente quelli che non mi convincano. Faccio fatica a parlare di un vino che non vorrei nelle vasche della mia cantina, mi sembra una posizione altezzosa e irrispettosa. Se non piace a me non è detto che non possa incontrare altri estimatori, quindi mi limito a non consigliarlo.


Fino ad un paio di mesi fa avrei messo al primo posto il Lambrusco, ma spesso gli uomini fanno la differenza. Grazie a Fabio Zappellini ho iniziato un percorso che mi ha invogliato e incuriosito…vedrete!


Ho un rapporto di odio e amore con il Brachetto. Tra i miei 5 vini preferiti in modo assoluto c’è Anthos di Matteo Correggia, un vino secco ottenuto da una sottovarietà roerina di Brachetto, ma purtroppo devo fermarmi qui. Non riesco ad avere voglia di un bicchiere di Brachetto, sicuramente sbaglio ma è così.


Ho difficoltà ad inquadrare il Morellino di Scansano, troppo variegato e troppo eterogeneo. Mi piacerebbe partecipare ad una anteprima e iniziare un lavoro di riscoperta della denominazione. Sarebbe tempo ben speso.


I tagli bordolesi non mi appassionano, compresi i Super Tuscan, cosa volete che vi dica…sono proletario. Amo molto il Petit Verdot in purezza e anche il Merlot, ma il resto non mi suggestiona.


Occhio che arriva il bestemmione!!! Non sono un estimatore dello Champagne, le bottiglie che riesco a godere non prevedono eno-svisate: ossidazioni marcate e liquoraggi spinti. Solitamente prediligo i facili blanc de blancs, ergo non sono uno champagnista. Quando pranzo/ceno con un produttore se riesco (talvolta la cosa è ardua) gli evito il dispendioso clichè, anche in questo sono proletario. Le bollicine da autoctoni italiani spesso mi divertono (Verdicchio, Erbaluce, persino Sagrantino) . Godo con un Trentodoc, un Altalanga, un Franciacorta e molto spesso anche con le bollicine campane.


Amo veramente il Carignano del Sulcis ma generalmente ho difficoltà con il Cannonau. Mi sono capitate ottime bottiglie di Cannonau ottenute da vigneti a quote altimetriche importanti o in prossimità della costa. Purtroppo la media della denominazione non mi convince.


Sulla Barbera sono molto molto selettivo, penso che sia un buon vitigno ma in pochi riescano a farlo diventare eccellente.


Non amo lo Chateauneuf du Pape, troppo sghembo, troppo artista, troppo scapigliato…non ci arrivo, per il momento, faccio troppa fatica.


Imploro che qualcuno mi faccia fare un percorso convincente sull’Amarone, è ovvio che ci siano ottime etichette, soprattutto da appassimenti non “dopati”, ma la media generale non mi invoglia a berne.


Comincio a soffrire i super autoctoni. Se è vero che gli anni ‘60 e ’70 hanno sacrificato tanti buoni vitigni in favore di uve che garantivano maggiori quantità (soprattutto se aiutate della chimica) è anche vero che le cose buone restano. Bello assaggiare un vino da un’uva quasi scomparsa delle Valli Ossolane, sarebbe bello anche capirne l’anima, visto che spesso in degustazione verticale, questi esperimenti, rivelano bottiglie troppo differenti. Finisce che quel vino non lo comperò, questo spiega perché il nonno di chi lo fa attualmente abbia preferito la Barbera o il Nebbiolo.


In fine, qualcuno mi spieghi che problema ha il Freisa. Personalmente penso abbia ottime possibilità, tutti lo rimpiangono ma nessuno lo compra. Penso si ottengano dei grandi vini se il produttore lo alleva, vinifica e affina investendoci tempo e denaro, ciononostante non funziona. Il mercato è il giudice supremo, non condivido ma mi adeguo, quindi ho grosse perplessità.


Il bello di tutto questo è che tra un anno questo pezzo potrebbe essere completamente obsoleto, potrei aver cambiato idee, su qualcosa mi sbaglio sicuramente o potrei rivedere la mia posizione su vitigni di cui oggi sono certo. Che bello il vino!!!



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